| Disperazione - Stelle Ghoul |
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| Scritto da Ikarian | |||
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+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ +++++++ Quadrante nord-est galattico +++++++ ++++ Frangia Settentrionale - Stelle Ghoul ++++ ++++++ Mondo Imperiale- Disperazione ++++++ +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
Le Stelle Ghoul splendevano nella notte interminabile di Disperazione. Immense ma lontane, erano l’unica luce a rischiarare vagamente il paesaggio, brullo e devastato dalla costante caduta di meteoriti. Ventitre ore standard, quella era la durata del buio sul remoto mondo imperiale. Il Governatore Gaius Kassander non poteva crederci. Distolse lo sguardo dal desolato panorama che si estendeva oltre la vetrata del suo immenso e vuoto ufficio, situato sull’Hive Primus di Ceruleis, l’ultima città di Disperazione. Guardò le pile di inutili fogli sulla barocca scrivania, centinaia di rapporti dal settore ed un egual numero di richieste di rinforzi, da lui personalmente inoltrate. Scartoffie! Scosse la testa, assaporando l’amaro della propria crescente assenza di fede nella distante ed indifferente luce dell’Imperatore. Da mesi chiedeva aiuto, ma per anni aveva sostenuto che il suo mondo sarebbe presto divenuto il fulcro di importanti sconvolgimenti strategici del settore Ghoul. Ma, evidentemente, il glorioso Impero aveva scarse risorse da dedicare all’ultimo dei propri domini, sperso nell’oscurità e circondato da ogni parte da malignità aliene. Kassander, che ironia! Egli portava il nome di un’antichissima profetessa appartenente ad un qualche perduto mito terrestre, un essere maledetto dagli déi, che possedeva il lungimirante dono della preveggenza ma che, proprio in virtù di quel maleficio divino, era destinato a non essere mai ascoltato, mai ad essere creduto. Il Governatore si trovava nella medesima situazione. Da molto tempo avvertiva la lontana Terra, ma questa non cessava mai di rispondere negativamente a tutte le sue comunicazioni. Cosa sarebbe dovuto accadere d’altro, per destare l’attenzione di quei polverosi ed inamovibili burocrati dell’Amministratum? Di partenza, il settore del Sistema Disperazione era accerchiato da mondi xeno, appartenenti con molta probabilità alla perduta ed antichissima razza degli Eldar, un nome che Gaius non voleva neanche pensare, tanto la loro minaccia poteva essere terribile per il suo povero pianeta! In cento anni di governo, egli aveva ricevuto solo un’ambasceria da parte di questi insidiosi alieni, al cospetto dei quali aveva semplicemente tremato di terrore. Il loro leader ambasciatore, aveva chiesto un’udienza personale con Gaius ed egli aveva accettato, sebbene avesse disposto una stretta e segreta sorveglianza sulla propria persona. Il Veggente eldar, così si era fatto chiamare, non aveva parlato, ma aveva in qualche maniera toccato la sua mente, facendogli scorgere, forse, immagini di un tremendo futuro, un avvenire che si confaceva pienamente al nome di quel remoto mondo imperiale: Disperazione. Gaius aveva dato una fugace occhiata nei tempi a venire ed aveva inorridito nel vedere schiere distorte di mostri alieni ed esseri demoniaci di ogni risma contendersi le ceneri del suo dominio. Gli Eldar avevano poi fatto sapere, con scarsa diplomazia, che sebbene Disperazione gli fosse appartenuto in passato, “Mondo Rifugio” l’avevano chiamato, essi non erano più interessati al suo possesso, poiché, come mostrato dalle visioni indotte dal Veggente, esso era perduto. Kassander li aveva congedati, ma non gli aveva creduto, incaricando la propria esigua flottiglia di perlustrare i confini astrali con i tre sistemi exoditi che circondavano Disperazione: C’nath, Rhidhol e Cegorach, questi i nomi dei mondi Eldar, erano distanti, ma nella desolazione di quel segmento galattico, luogo ove solo Disperazione si ergeva come ultimo baluardo imperiale, tutto sarebbe stato possibile e gli Eldar, era risaputo, erano in grado di coprire grandissime distanze in modi misteriosi e pressoché istantanei… Kassander sbuffò, gettandosi poi sulla grande e comoda poltrona della scrivania. Poi…c’era il nemico interno. Segnali preoccupanti dai bassifondi di Ceruleis, nei rapporti dai suoi agenti di sicurezza, estranei alla polizia regolare, sottolineavano l’insorgere di una minaccia ribelle, sia tra la marea di rifiuti umani che sopravvivevano all’ombra delle industrie dell’hive, sia tra le casate nobili minori, sue eterne rivali. Inoltre, i suoi uomini più fidati gli avevano portato notizia, non cattiva, che alcuni dei così detti leader ribelli avevano già trovato la morte per mano di una terza, misteriosa parte. Gli Arbitres non avevano preso parte a questi atti di repressione, né Gaius aveva dato ordini diretti ai propri assassini e cacciatori di taglie. Dunque, se da una parte poteva essere una buona notizia, quella della morte di qualche esaltato mutante o di un ambizioso rampollo suo rivale, dall’altra non poteva che significare una terribile cosa: che l’Inquisizione era già sul pianeta! E se una tale forza era stata scomodata, non poteva essere altro perché un nemico più terribile si stava già muovendo nell’ombra. Il Governatore di Disperazione sapeva ben poco sulla minaccia del Caos, ma si era fatto un’idea da giovane, leggendo un paio di libri messi all’indice dagli inquisitori, che raccontavano della lontanissima Eresia e del Warmaster. Rabbrividiva anche al solo pensiero che il suo pianeta potesse essere attaccato da un nemico così orrendo, ma la visione che il Veggente Eldar aveva indotto in lui pareva proprio presagire ciò. La possibile presenza del braccio armato dell’Inquisizione su Disperazione avrebbe in un certo senso dovuto rincuorarlo, gli Inquisitori erano comunque un valido baluardo contro l’Eresia, ma d’altro canto, le storie che giravano di bocca in bocca, su pianeti condannati all’Exterminatus assieme alle loro intere popolazioni lo lasciavano tutt’altro che tranquillo, per usare un eufemismo. Inoltre l’idea che una più alta autorità, diversa dalla propria, potesse da un momento all’altro prendere le redini del governo di Disperazione, lo irritava profondamente. Avrebbe preferito mille volte di più che a giungere sul pianeta fossero stati gli eroici e possenti Astartes, ai quali avrebbe affidato molto più volentieri il comando. Almeno essi agivano sempre alla luce del sole, e con intenti chiari e diretti, differentemente dalla tortuosa ed occulta Inquisizione. I Marine Spaziali sarebbero stati ben accetti, anche perché in quel periodo Disperazione si trovava pericolosamente vicino ad un’altra letale minaccia: da circa cinque anni infatti, un’immensa orda di pelle verde stava funestando i settori vicini. La chiamavano Waaagh! Vendetta Di Bork, probabilmente il nome dell’ennesimo ed esaltato signore della guerra orkesco. Al momento Disperazione non era minacciato, e si trovava di fatto nelle retrovie dell’offensiva degli orki, diretti verso Nuova Baku, ma l’imprevedibilità dei pelle verdi non era mai da sottovalutare e se essi avessero trovato valida resistenza, non ci avrebbero messo molto a fare marcia indietro verso l’indifeso dominio di Kassander. Gaius soffiò per alleggerire la tensione ma un attimo dopo, sobbalzò per lo spavento, poiché il vox della sua scrivania aveva trillato molestamente, avvertendolo di una richiesta di udienza personale. Consultò lo schermo pittorico e maledisse la cocciutaggine del questuante, assieme al suo nome, che l’assillava oramai da mesi: Derv Makran! Questo era il nome di un altrove famoso xeno-biologo, giunto su Disperazione con la sua piccola nave di ricerca, ormai quasi un anno standard prima. Egli si era aggirato nei dintorni e per un certo periodo sembrò perfino scomparso, oltre il sistema delle Stelle Ghoul: che il Sacro Imperatore lo avesse veramente tratto a sé!! Ma poi lo scienziato era tornato, dopo mesi di assenza ed aveva iniziato a tormentare il Governatore in persona con i suoi rapporti sull’orlo esterno della galassia. Questo zelante individuo sosteneva infatti che da oltre il sistema Ghoul si stesse avvicinando una qualche minaccia aliena, della quale però non aveva riportato con sé alcuna prova di esistenza effettiva. Makran affermava che si trattava niente di meno che degli orribili e letali Tyranidi, ma ciò era impossibile poiché era risaputo che la loro minaccia giungeva dall’orlo meridionale della galassia e non avrebbe mai potuto affacciarsi in un punto così lontano da quello, a meno che non circondasse tutta la galassia! Dunque il Governatore aveva avuto il proprio bel daffare nel respingere costantemente tutte le richieste dello xeno-biologo, che personalmente Kassander riteneva un pazzo scatenato. Makran aveva addirittura dato un nome all’inesistente Bio-Flotta aliena: Jormungandr, dal nome di un antico mostro delle saghe terrestri, letteralemte “demone cosmicamente potente”…un vero folle ed esaltato! Gaius si sporse verso l’unità vox e comunicò con la segreteria del proprio ufficio, raccomandando di congedare, possibilmente in modo cortese, lo scocciatore, poi tornò al marasma di pensieri che lo tormentavano. L’unica sicurezza sulla quale poteva contare per l’eventuale difesa del pianeta era la ben nutrita guarnigione di Guardia Imperiale, i cui quartier generale e baraccamenti egli poteva vedere dall’alto dell’Hive Primus di Ceruleis, alla base della città, vicino al grande spazioporto. Le truppe non gli mancavano, certo, ma da troppo tempo esse erano inattive, lontane dai combattimenti e, sebbene facesse svolgere mensilmente esercitazioni alla maggior parte di loro, erano sempre più frequenti i rapporti riguardanti risse trai soldati e crimini di varia natura commessi dalla vasta popolazione dei militari. Ciò accadeva sempre nei mondi imperiali che per troppo tempo erano rimasti lontani dalla vitale lotta per la sopravvivenza dell’Imperium. Gaius non sapeva se augurarsi l’esplodere di un conflitto per ovviare al malcontento della guarnigione, da anni tenuta al minimo della paga, o se preferisse il protrarsi di una situazione di stallo del genere, che avrebbe potuto portare, nel peggiore dei casi, anche ad una rivolta.
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